Mare mosso
Andiamo in gita.
Così all'improvviso decidiamo di partire.
C'è mio fratello, lo prendo per mano, ma dopo qualche secondo gli lascio la mano, siamo grandi ormai, un senso di vergogna c'assale a guardare gli altri che stanno per mano ma sono coppie, non di certo fratelli. Lo lascio.
C'è la mia professoressa d'inglese. Parliamo di questo posto dove andiamo in gita, della storia. Attraversa una strada romana, poi caduta in rovina, il percorso passava anche su un antico ponte però distrutto dalle maree. Oggi la baia è piena di acque putride e stagnanti, ma io mi confondo, credevo parlasse di un altro luogo e gli racconto che a volte quando c'è bassa marea attraverso i ruderi e vado a farmi il bagno proprio in quella calla. Lei mi guarda un po' stranita, solo quando me ne vado mi accordo dell'errore, ma non importa, non ho tempo devo raccogliere in fretta l'asciugamano, stiamo per partire.
Siamo saliti sul bus ed ecco che all'improvviso mi accorgo di una cosa imbarazzante: non mi sono depilata! Come si fa ad andare al mare senza depilarsi? Chiedo all'autista di fermarsi, solo per andare a prendere il beauty case con il necessario. Una ragazza seduta dietro l'autista protesta, dice che se voglio posso scendere. Sono furiosa, forse sarei anche scesa, ma alla fine l'autista sfreccia come un pazzo.
Mi ritrovo su una grande nave da crociera, c'è Andrea, la vedo e la seguo per chiederle dato che lei conosce il posto se a destinazione c'è un negozio. No, è un parco naturale, non c'è negozio, però ce n'è uno sulla nave, la seguo, lei entra prima di me, ma non mi lascia entrare, sono stranita. Dopo qualche minuto esce, ma non è sola, è con un ragazzo, indossa solo un asciugamano attorno alla vita. Capisco: è il suo amante.
Rimango un poco sorpresa. Lei fa persino una battutaccia volgare: "se si togliesse l'asciugamano vedresti che torre eiffel". Sbigottita, proprio non è da lei.
Me ne torno alla mia cabina, ma nel tragitto la nave inizia a dondolare, ci sono onde enormi, spaventose. Ho paura di finire a mare, sono l'unica rimasta fuori, sono sola. La nave si inclina, scivolo, ma riesco ad aggrapparmi prima ad un tappeto e poi con uno sforzo enorme al corrimano di ferro.
Non mollo resisto, mi rialzo in piedi, cammino, un'altra onda arriva, mi tengo forte al corrimano e continuo a camminare verso la cabina.
Ce l'ho fatta, sono salva! Sono salva.
Così all'improvviso decidiamo di partire.
C'è mio fratello, lo prendo per mano, ma dopo qualche secondo gli lascio la mano, siamo grandi ormai, un senso di vergogna c'assale a guardare gli altri che stanno per mano ma sono coppie, non di certo fratelli. Lo lascio.
C'è la mia professoressa d'inglese. Parliamo di questo posto dove andiamo in gita, della storia. Attraversa una strada romana, poi caduta in rovina, il percorso passava anche su un antico ponte però distrutto dalle maree. Oggi la baia è piena di acque putride e stagnanti, ma io mi confondo, credevo parlasse di un altro luogo e gli racconto che a volte quando c'è bassa marea attraverso i ruderi e vado a farmi il bagno proprio in quella calla. Lei mi guarda un po' stranita, solo quando me ne vado mi accordo dell'errore, ma non importa, non ho tempo devo raccogliere in fretta l'asciugamano, stiamo per partire.
Siamo saliti sul bus ed ecco che all'improvviso mi accorgo di una cosa imbarazzante: non mi sono depilata! Come si fa ad andare al mare senza depilarsi? Chiedo all'autista di fermarsi, solo per andare a prendere il beauty case con il necessario. Una ragazza seduta dietro l'autista protesta, dice che se voglio posso scendere. Sono furiosa, forse sarei anche scesa, ma alla fine l'autista sfreccia come un pazzo.
Mi ritrovo su una grande nave da crociera, c'è Andrea, la vedo e la seguo per chiederle dato che lei conosce il posto se a destinazione c'è un negozio. No, è un parco naturale, non c'è negozio, però ce n'è uno sulla nave, la seguo, lei entra prima di me, ma non mi lascia entrare, sono stranita. Dopo qualche minuto esce, ma non è sola, è con un ragazzo, indossa solo un asciugamano attorno alla vita. Capisco: è il suo amante.
Rimango un poco sorpresa. Lei fa persino una battutaccia volgare: "se si togliesse l'asciugamano vedresti che torre eiffel". Sbigottita, proprio non è da lei.
Me ne torno alla mia cabina, ma nel tragitto la nave inizia a dondolare, ci sono onde enormi, spaventose. Ho paura di finire a mare, sono l'unica rimasta fuori, sono sola. La nave si inclina, scivolo, ma riesco ad aggrapparmi prima ad un tappeto e poi con uno sforzo enorme al corrimano di ferro.
Non mollo resisto, mi rialzo in piedi, cammino, un'altra onda arriva, mi tengo forte al corrimano e continuo a camminare verso la cabina.
Ce l'ho fatta, sono salva! Sono salva.
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