Gli ultimi resti

Spengo il motore dell'auto nel bel mezzo di uno spiazzo, tutto attorno non c'è nessuno. Sembra un luogo adibito a parcheggio, lascio spaziare lo sguardo: è davvero una bella cittadina, un luogo antico e storico, sento precisamente il porfido un po' sconnesso sotto i miei piedi. Alzo lo sguardo: c'é una vista mozzafiato e attorno tanti alberi. Il verde della natura che circonda quella cittadina mi dona tranquillitá e pace. Cri era in auto con me, ma all'improvviso ha iniziato ad insistere per scendere. Non ho potuto far nulla, ho dovuto fermarmi e farla scendere. Poi ho proseguito fino allo spiazzo ove mi torvo. Ero convinta che sarebbe ritornata da lí a poco, invece mi sbagliavo: le ore passano, ma di lei nessuna notizia.
Il giorno dopo sono ancora lí, stesso posto, stessa posizione, in una stasi assoluta ed irreale: l'auto parcheggiata, o forse meglio sarebbe dire abbandonata nel centro di questo splendido spiazzo con vista mozzafiato e silenzio assoluto, ma ecco che all'orizzonte compare qualcuno. Non è Cri, é un uomo. Si avvicina, ricordo prima di tutto, prima ancora di metterlo a fuoco, la sua voce pacata. Era mio padre e mi diceva che Cri non sarebbe venuta, che infondo lo sapevo e che non avrei piú dovuto perder tempo ad aspettare. Forse ho risposto che si sbagliva, che non si sapeva quando ma che sarebbe tornata, o forse non ho risposto. Non ricordo con precisione perchè un filo di dolore lambiva i bordi del mio sentire, era come percepire l'acqua ghiacciata di un onda d'inverno lambire per un breve istante la punta delle dita dei piedi. Una sensazione fugace, così breve che non concede il tempo di assimilarla: è già ricordo prima ancora di registrarsi come accadimento. Eppure non provo alcuna disperazione, solo un dolore smorzato, non un dolore appunto, ma il ricordo di un dolore. Sopportabile e transitorio perchè in quanto ricordo sai di averlo già passato, già superato. Sentivo ancora la voce di mio padre, mi tranquilizzava. Ascoltavo con fiducia e capivo che quel dolore era nell'ordine naturale delle cose, l'onda arriva, poi si ritira.

Attesi ancora un po', mi addormentai nell'auto, esattamente nel centro della piazza deserta, poi mi svegliai e mio padre non c'era, diedi un'ulima occhiata alla vista mozzafiato e finalmente accesi il motore dell'auto.

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