Di bestie mitologiche e di buffi animali domestici
"Se fossi un animale sarei..."
Con sorpresa guardo la porta delle camere aprirsi.
Con sorpresa guardo la porta delle camere aprirsi.
"Strano, di là non c'è nessuno" penso tra me e me, quando ecco che fa capolino dalla porta aperta una sagoma bassa e corpulenta. Mi arriva più o meno al ginocchio, attraversa la porta della camera e avanza, con andatura gongolante, nella mia direzione.
"Forse è salito dalla cantina...!" rimugino indietreggiando di un passo. La bestia è quanto mai bizzarra, non so perché, ma so con certezza che si tratta di una specie di dinosauro. Ha una "pelle" strana, non ha pelo e pelliccia, ma nemmeno squame o rughe, è liscissima, luminosa quasi e con dei colori cangianti, infatti a seconda degli oggetti con cui viene a contatto cambia colore: era verde, poi blue ed infine a righe gialle, rosse e arancioni, proprio come una canotta che avevo dimenticato distrattamente sul bracciolo del divano. La bestia assomiglia vagamente ad un tapiro, avanza, si guarda intorno timida ed infine, con aria snob e palesemente fiera, convinta di compiere un gesto di estrema eleganza, balza sul divano creando un buffo effetto comico, poiché il suo peso e la sua stazza non permettevano di certo un'agilità felina. Mi ricordo precisamente il fiorirmi sulle labbra di un sorriso. Ma ancor più precisamente ricordo la voglia di avvicinarmi e toccare quell'animale strano che si era accoccolato come un gatto sul divano. L'animale, ormai sereno, chiude gli occhi e si metta a dormire. Verrebbe proprio voglia di toccarlo, ma non è una cosa saggia perché in fin dei conti è sempre un dinosauro. Lo guardo ancora per un istante mentre ronfa beato, infine riprendo i miei lavori, lasciandolo riposare in pace.
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