Inception

Di ladri gentili e altri malfattori


Dormivo placidamente e senza sogni in una posa scomposta, libera. Il tepore della notte mi avvolgeva ed il mondo era molto lontano.

Lungo la gamba destra poi una piccola vibrazione, insufficiente tuttavia per staccarmi dal limbo caldo dove testardamente rimanevo inerte. Eppure la sensazione si fece via via insistente, inarcai dapprima un sopracciglio, poi feci uno sforzo sovrumano per aprire gli occhi e nel momento esatto in cui percepii le dita delle sue mani risalire dalla caviglia sempre più in alto spalancai gli occhi e lo vidi. Vidi un sorriso straniero su un volto noto, non capivo, ero troppo confusa; nelle nebbie del risveglio era impossibile cogliere razionalmente il senso di quel gesto sensuale e di quell'espressione maliziosa, ma col corpo capivo, era puro istinto. I suoi occhi si fecero chiari e mi comunicarono muti le sue intenzioni: nella sua mano vedevo il piccolo ovulo, lo sentivo vibrare contro la mia pelle, prese la mia mano e me lo lasciò in consegna restando a guardare.

Il tepore delle lenzuola mi avvolgeva, i pensieri erano opachi, un tremito, come una scarica di corrente, risalì dal ventre e si cosparse nel corpo.

Mi ci vollero dei minuti interi  per mettere a fuoco la stanza, il letto vuoto e sfatto, il cassetto da cui aveva sottratto l'ovulo, ma chissà cos'altro, lasciato aperto e a soqquadro, la scatola dei ricordi scoperchiata e abbandonata sul pavimento, le lettere al suo interno, una volta così ordinate, tutte aperte e gettate alla rinfusa un po' ovunque e la porta da cui era uscito spalancata.

Difficile descrivere la sensazione davanti a quello spettacolo, poi mi svegliai, molto prima della sveglia,  perché dormivo placidamente, con molti sogni, in una posa scomposta e libera, ed il calore delle lenzuola ancora mi avvolgeva, mentre il mondo, non più lontano, tornava a bussare alla porta con le prime luci del mattino.

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