Tutto di giovedì

E' tardi, ma non abbastanza, l'adrenalina della giornata scorre ancora nelle vene.
Entro in casa, appendo il giaccone e opto per mettere sul fuoco dell'acqua.
Una tisana rilassante mi farà bene, penso tra me e me.
La casa è un disastro, ma mi arrendo all'evidenza: non posso fare tutto di giovedì. Verso l'acqua nella tazza, immergo il filtro e i pensieri si dilatano nella mente man mano che l'acqua cambia colore e sapore.
La luce è soffusa e sono arrabbiata. Perchè non mi senti?
Percepisco i tuoi occhi che mi guardano, curiosi, mi esaminano passo passo mentre mi svesto. Sensuale.
Io penso anche a quel che invece non dici, il pensiero si fissa sul bianco della mia pelle, un bianco eccessivo che vuol ricordare quel punto dell'inverno in cui siamo dove solo la neve ha diritto di cadere.
M'infilo sotto le coperte, mi giro sul fianco e sono arrabbiata. Perchè non mi senti?
Sta sera non vincerai: non parlerò.
Le sue mani mi sfiorano e mi chiedono perchè? Ho tutte le risposte razionali che desideri, dalla biologia e la curva degli ormoni, alla psicologia famigliare. Scegli pure ciò che più ti aggrada, ma non suggerire soluzioni di mercato, ho già le mie: mi giro sull'altro fianco e incontro un bacio caldo sulle labbra e le tue mani che guidano le mie sul seno.
Anche il tempo si dilata, come l'infuso che fa cambiare colore e sapore all'acqua bollente. I minuti passano caldi e son certa che mi senti. Ma poi mi giro sul fianco, apro gli occhi e ti vedo e son certa che non mi senti.
Rimango per qualche minuto ferma immobile a guardare il buio e ritrovare il punto di equilibrio, chiudo gli occhi e scivolo indietro in sogni vecchi di mesi e mesi che si ripetono con poche variazioni.
Basta baci, basta seni, solo conti, numeri e lavoro fino al suono della sveglia del mattino.
I sogni si raccontano solamente dopo aver mangiato qualcosa, mi disse lui terrorizzato mentre gli parlavo di un aereo che cadeva, e allora memore mi alzo e preparo un tè nero amaro con biscotti. Poi guardo fuori dalla finestra, mentre rispondo alle domande senza bugie, ma con omissioni.
Ha poca importanza tanto non mi puoi sentire.

Il mio gatto sta morendo. Si sta spegnendo anche lui, piano, senza motivo alcuno che non sia la vecchiaia e a me vien da piangere all'improvviso sentendo West Side Story. Piangere all'urlo di Mambo significa esser sfasati dal reale, oppure connessi con altre realtà.
Ma prima che si riaccendano le luci in sala è tutto già passato.

Non c'è consolazione per il dolore, solo recitazione.
C'è il dolore e c'è l'oblio, poi il vuoto,
son io.


Commenti

Post più popolari