Collane d'estate
Ieri nevicava, ma di notte indossavo le maniche corte e giravo allegra nei cortili illuminati dal sole, erano cortili interni di scuole superiori. Cercavo mia cugina, la mia cugina bionda. Voleva cambiare scuola ed iscriversi ad un'altra assurda, mai sentita, mai esistita. La rincorro entrando ed uscendo dalle aule, per fermarla e farla ragionare. Ma mia cugina ormai è cresciuta, pure lei ha finito la scuola. Stento a crederci perché ieri era una bella bambina con i boccoli biondi, oggi una giovane donna che porta la mia stessa taglia di reggiseno e il mio stesso numero di scarpe.
E poi d'improvviso mi ritrovo in quell'aula enorme, entrano tre ragazze e un ragazzo con i capelli lunghi, i tipici alternativi. Ridono e si divertono, si siedono agli ultimi banchi di un'aula vuota, io li guardo appoggiata allo stipite della porta. Qualcuno si accende una sigaretta, il fumo invade la stanza, sento dei passi che si avvicinano ed allora apro una porta che dà sul cortile esterno per cambiare un po' l'aria. Poi la richiudo e torno ad appoggiarmi allo stipite, lei mi sorride e mi viene incontro. Siam così vicine che posso sentire l'odore della sua pelle, lei guarda la mia collana, mi posa una mano alla base del collo e poi soppesa le pietre della collana: non sono così pesanti come sembrano. Incrocio le mani dietro al collo, faccio il gesto di sfilarmi la collana, ma per errore allento i cordoncini che sostengono il top, la maglietta mi scivola fino all'altezza del seno. Lei sorride, mi da una mano e mi riallaccia la maglia dietro al collo.
Mi sfilo la mia collana di pietre e gliela porgo, lei in cambio mi mette al collo la sua, è molto semplice: un cordino marrone che si infila in un cerchio di legno.
Uno scambio muto fuori dal tempo, dove dimentico tutto: la scuola, mia cugina, il sole.
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