Voyeur: the eye of beauty
Mi guarda.
Mi sfiora per un attimo fugace il profilo del labbro superiore con l'indice della mano destra. Un tocco leggero ed inconsistente, quanto basta per farmi socchiudere le labbra e rimanere in attesa. E' solo un breve istante, la sua mano si allontana, ormai l'ho capito: a quel gesto fugace non farà seguito nessun altro. Mi mordo il labbro, lui mi guarda attento, aspetta, curioso segue i più piccoli dettagli e le lievi variazioni del mio corpo, mi rilasso e le mie labbra si schiudono di nuovo, sospiro. Lo si vede dal suo sguardo: è soddisfatto.
Lui è così: capace di ammaliarti, incapace di toccarti. Può farti credere che lo farà da un momento all'altro e la sua finzione può durare ore e giorni, ma non lo farà. Rimarrà solo un desiderio, un volere forte e potente, inequivocabile, ma silenzioso. Non credo di voler realmente scoprire la consistenza del tocco delle sue mani, lui è il desiderio per eccellenza e se dovesse essere uno dei cinque sensi non sarebbe di certo il tatto, ma la vista. Lui è l'occhio della bellezza, un ombra presente e silenziosa. Con il suo sguardo crea, con la mente tratteggia immagini vivide, ma se vedete una mano che tocca e che sfiora, quella mano non è mai la sua.
Ho visto quelle mani sporcarsi di terra e poi lavarsi nell'acqua e ho desiderato per alcuni istanti di essere acqua e terra dimenticando che quelle mani non sono le sue. Lui è l'occhio della bellezza, guarda, crea illusioni, ma non tocca, mai.
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