Le parole dell'albero



Era lì, fermo immobile, sempre uguale a se stesso: attorcigliato, contorto e secco.
Mi ero quasi dimenticata di lui e appena sono entrata nella sala è rimasto impassibile, ma poi il ricordo è riaffiorato e ho capito immediatamente quello che provava: era infastidito. Nuovamente era pieno di persone che rubavano l'ossigeno in quella già claustrofobica sala. Sembrava voltare le spalle a tutti e come sempre guardava fuori dalla finestra.

Niente musica questa volta, solo parole, per lo più vuote, mentre le restanti erano taglienti come rasoi.

Non ti preoccupare, nemmeno a me piacciono, ma ultimamente sto riflettendo sul fatto basilare che il mondo è fatto dagli altri con un'unica eccezione.

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