Righe e uomini sotto il letto

Gli occhi percorrevno avidi le righe dei fogli, seguivano i pensieri nei loro meandri reconditi come se fossero pensieri di qualcun'altro.
Eppure quelle righe erano sue, la mano che scriveva e toccava un tempo era la sua. Nella sua mente un ricordo vago e fumoso si accese ed allora non poteva far altro che leggere, leggere e leggere ancora per ricordare chi fosse, per ricordare come muovere le mani, come sfiorare la pelle e la carta, come ispirare le notti che oggi passano al buio.

Nascose veloce i fogli sotto al letto, mentre lui apriva la porta. Lui sul principio non ci badò, ma poi lo strano silenzio e quello sguardo colpevole gli insinuarono il sospetto: "Cosa fai?"

"Niente leggevo."
Le si avvicinò e si sedette sul letto ancora con l'impermeabile addosso, l'annusò a lungo prima di baciarla alla base del collo. Il suo corpo era caldo, ma lei era rigida, come se stesse nascondendo qualcosa.

"C'è un uomo sotto il letto?"

Ce ne sono mille di uomini sotto il letto.

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