Chi non muore

"Ciao eh!" mi sorprendo io stessa a salutarti mentre distratto mi sorpassi.
Forse non mi hai visto davvero perché, conoscendoti, se mi avessi visto avresti fatto di tutto per evitarmi e scappare ed invece eccoti lì, in tutta la tua imberbe innocenza.
Rispondi con un ciao impacciato.
"Guarda chi si rivede. Come stai?"
Bene, bene, stiamo tutti bene.
Anche se io ho gli incubi di notte e l'ansia non mi lascia dormire.
Siamo alla stazione dei treni, qualcuno parte, anche noi saliamo su un treno, forse uno a caso, all'improvviso apro una porta, voglio scendere, ma oltre alla velocità ormai raggiunta dal mezzo scendere significa rischiare la morte, sembro quasi valutare l'opzione ma poi entriamo in galleria e saltare giù significava davvero morire.

Passeggiamo non so se per verdi prati o in una città grigia e fredda, passeggiamo fianco a fianco, ti chiedo come va e tu ancora "bene, bene!. Tutto bene: lavoro, studio. Io in realtà volevo sapere sentimentalmente come va, ma sembri non cogliere.
Camminiamo vicini e ti sfioro un braccio, sento l'energia scorrere nelle vene, i corpi che si fanno magnetici, ma io mi ritiro e ti dico: "ho un fidanzato adesso e sto bene".

Perché ho dovuto dirtelo così? Era meglio affermare che non ti desideravo più, questo sarebbe stato il migliore dei mondi possibili.

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