Della felicità e del pianto

Dovrei piangere tanto per lavarimi di dosso la crosta di ruggine che si è formata sulla mia pelle.
Il problema è appunto che non piango abbastanza. Non ne sono capace: qualcuno ti deve insegnare a piangere per poterlo fare ed io ho ancora tanto da imparare.

Ho pranzato in silenzio ascoltando i sogni altrui di maternità, di ritardi sulla tabella di marcia (di un paio d'anni poi, mica quanti!), hanno provato a chiedermi cosa ne pensassi del ruolo della donna nella coppia, perchè secondo le mie commensali alla fin dei conti è la donna che si fa carico dell'iniziativa di una relazione: se una relazione regge è tutto merito della donna. Non so se me l'hanno chiesto perchè ero troppo muta per un pranzo conviviale o forse se davvero attendevano una svolta interpretativa antropologica che le sorprendesse come spesso accade nei nostri pranzi...
Io semplicemente non lo so, ragazze, mi spiace, non so cosa vuol dire, a me sembra che voi parliate una lingua diversa che non comprendo bene fino in fondo o forse che comprendo, ma che non sento come la mia madrelingua.
Non lontano dai miei 30 anni mi sento come un bambino che impara a scrivere e quante cose non ho mai visto in questa prospettiva, quante cose non son capace di fare, quante cose ho perso per essere quella che sono.
Quanto tempo ho per imparare a piangere?

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