"E tu che intimo indossi?"

L'ubriacone paesano atipico con il mito di Bukowski

Al terzo bicchiere di vino rosso trangugiato rigorosamente a stomaco vuoto sposta il peso dal bancone su cui era poggiato per avvicinarsi a noi, procede squadrando me con una malcelata curiosità: ero l'unica donna, giovane, e per di più con indosso una gonna stretta, un vero e proprio pugno nell'occhio nell'ambiente circostante. Almeno la mia amica lì ci lavora, ma io che diavolo ci faccio tra gli avventori?
"Qual'è quella marca di intimo giapponese?"
Io e la mia amica ci guardiamo perplesse.
"Giapponese?!?"
"Sì, sì, quella là Yama...Yamaha...no quella è la moto....Yamamay"
"Ahhhhh..."
"Si perché mi hanno chiesto in regalo dell'intimo, ma niente roba cinese!"
"Ancora regali di Natale?"
"No, no, io il Natale non lo festeggio." Beve un sorso di vino "Ma il Capodanno sì! E' un rito di passaggio! Insomma io credevo di cavarmela con della biancheria cinese a uno-due euro ed invece questa mi chiede mutande di marca! Dovrò spendere almeno cinque euro..."
Sempre più perplessa fisso il vuoto, non ho pazienza con gli ubriachi, almeno che non sia ubriaca pure io.
"Ho sentito che va di moda il nero quest anno per l'ultimo..."
"Oppure rosso...."
"Il rosso è così dozzinale."
Lo guardo con curiosità, dozzinale, è un vocabolo che l'ubriacone di paese medio non pronuncerebbe nemmeno dopo il dono dello spirito santo.
"E tu quale colore preferisci?"
"Il verde."
Sconcertata guardo la mia amica che gli dà corda e per tutta risposta lei mi butta la palla. "E tu Elisa? Rosso vero?"
Ormai mi arrendo e confermo, ripensando al fatto che sembro proprio un'idiota a dire che porto biancheria rossa quando un secondo prima è stata definita definita dozzinale ed io non ho battuto ciglio (per di più mi piacciono tutti gli indumenti tranne l'intimo di quel colore), ma alla fin dei conti valuto che non è opportuno perder tempo in dettagli e piccolezze: è un ubriacone delle dieci del mattino, seppur con "dozzinale" nel suo vocabolario.
"Eh certo a lei biondina deve stare proprio bene!" Dice guardandomi dall'alto in basso.
"E che taglia porti? Una 42? Io ci indovino sempre!"
Silenzio.
Lui decide si scolarsi il bicchiere d'un fiato e in risposta al mio silenzio fa seguire una citazione perfetta e completa di Bukowski.
Rimango immobile nonostante questo intramezzo culturale mi sembri molto fuori luogo e nel retro della mia mente c'è una vibrazione di profonda curiosità, lui è strano almeno quanto la mia presenza in questo bar!
Mi fissa qualche istante ancora e poi barcollando si avvia verso l'uscita. Nel riflesso della specchiera dietro il bancone vedo l'aspetto trasandato, la barba incolta di qualche giorno, il capello lungo.

"Ma Elisa sai chi è quello?"

Un ubriacone atipico con il mito di Bukowski.

Commenti

Post più popolari