Non scrivo. Non leggi.

Sono quindici giorni che non scrivo, e quindici giorni sono un mucchio di tempo. Ho sognato, come sempre, ma per scrivere poi occorre essere equidistanti e dal dolore e dalla gioia, perché non si scrive nulla di buono nei picchi emozionali.

Vie di fuga

La casa di Gigi in Australia è bella e spaziosa. E' la prima volta che ci vediamo, ma lui è particolarmente disinvolto e si comporta come se ci conoscessimo da sempre. Mi chiede di cucinare, nel frigo c'è dell'arrosto che aspetta di essere legato e preparato. Ometto che è la prima volta che preparo un arrosto, lo seguo in cucina e mi metto semplicemente al lavoro. Continua a stuzzicarmi con battute maschiliste, mi irrita quanto basta per provocare le mie risposte, faccio l'offesa, ma sotto sotto mi diverte, mi piace, il suo atteggiamento ironico e strafottente mi piace eccome.
Sì, la casa è molto bella, ricordo le pareti enormi e bianche.
Un gallerista entra in cucina, Gigi distribuisce dei calici di vino  mentre inizia le contrattazioni per vendere dei quadri. Sulle pareti noto delle immagini, sembrano pitture rupestri, ricordo il color rosso terra e il nero carbone con cui erano fatte, erano fortemente espressive, le ammiravo sorseggiando il mio calice di vino. Il tempo scorre ed è tempo di andarmene, uscendo da quella casa ricordo d'esser stata felice, ero innamorata, forse ero con qualcuno e non esito a comunicarlo: insindacabilmente innamorata persa.
Mi torvo in un grande parcheggio, cerco l'uscita, ma in men che non si dica mi accorgo che non è facile uscire, sono dentro ad un labirinto.
Con me c'è Alice, ci dirigiamo convinte verso quella che pare l'uscita, ma in realtà si rivela una strada cieca, ci sono delle abitazioni, inequivocabilmente sono case di zingari, avverto la paura che si fa largo nell'animo mentre compaiono delle persone: un uomo, poi una donna che mette ad asciugare i panni ed infine un bambino che gioca. Ripercorro velocemente la strada al ritroso, scappo, cerco l'uscita, perdo di vista Alice, inizio a chiamarla a gran voce e fortunatamente la ritrovo in compagnia di Luca e di sua sorella, sono sollevata, ed eccola la via d'uscita! Sembra sia sempre stata lì, pare che la mia paura fosse così ingiustificata e stupida...eppure era reale. Tutto era finito, non ricordavo la paura, non ricordavo nemmeno l'euforia che provavo uscendo dalla casa di Gigi, ero serena e mi apprestavo semplicemente, finalmente, ad uscire.

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