Spargi sale

Penso che le previsioni mettano neve, lo deduco dal sale sulla strada. Son giorni che non guardo il telegiornale e non leggo un quotidiano, non so cosa prevedano i meteo delle diverse emittenti e delle testate rivali, ma ne vado quasi fiera: vivo fuori dal mondo, in una realtà parallela, e se volete proprio saperlo, non è nemmeno una realtà strafiga, se mi fossi impegnata di più l'avrei inventata migliore!
Penso al sale sulle ferite poi a dei polsi tagliati.
Il sale nelle ferite. Provo ad immaginare il dolore, nulla. Silenzio.
Il sale sulla strada ha una sua poesia, forma come delle piccole onde, lo percepisco quasi scricchiolare sotto il peso dei pneumatici.
Una striscia rossa segna la strada verso casa, è come se dai polsi fuoriuscisse troppo sangue e allo stesso tempo troppo poco: a quest ora non dovresti essere morta? Invece no, la linea ti porta fino a casa.
C'è il sale sulla strada, accelero ancora un poco, fino ad intravedere una luce arancione, una sagoma ingombrante, poi un segnale: è la macchina spargi sale. Rallento drasticamente e mi metto al seguito, ipnotizzata dal getto di sale, è magico e bello osservare il disegno ritmico del sale sparso sull'asfalto. Non so bene per quanto tempo mi muovo a passo d'uomo, non penso più al sangue, non penso più ai polsi, pensieri  oggettivamente idioti e ridicoli, patetici, non riesco nemmeno a prendermi sul serio.
Penso solo al sale e a quanto vorrei sentirlo sulle ferite, ed invece nulla, silenzio. La musica m'infastidisce, l'ho alzata per non pensare, ma non esiste una canzone al mondo che la radio possa passare per accompagnare questo momento con dignità. Spengo la radio e rimane il silenzio. Metto la freccia, guardo oltre la nebbia e sorpasso.
Se non nevica verrà il ghiaccio.

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