La notte scrivo male
Un ragazzo gracile, biondo, accompagnato da una ragazza mora, bussa ad una porta chiusa. Li vedo, mi dirigo verso di loro e li informo che nella casa non c’è nessuno. Loro erano francesi, ma tra noi abbiamo parlato in tedesco. Un tedesco stentato, ma hanno capito, mi hanno ringraziato e se ne sono andati.
La sera avevo in programma di uscire con Sofia, sono andata verso il suo quartiere, ma prima di raggiungerla ho trovato una manifestazione per strada. Un corpo di ballo improvvisava una danza tribale, mi sono seduta e ho seguito tutto lo spettacolo, credevo che anche Sofia fosse lì, non so perché ma pensavo i ballerini fossero suoi conoscenti. Quando invece l’ho raggiunta lei stava guardando un teatro, l’intero quartiere era in festa.
In quel rumore ho rivisto il ragazzo biondo francese, mi ha allungato una lettera e quando siam rimasti soli ha aperto il foglio spiegazzato. Era un foglio a righe, di quelle che si usano alle elementari, la scrittura era piuttosto incerta, brutta quasi.
“La notte non so scrivere bene.
Ma la notte so fare l’amore bene.”
Mi sono ferma, bloccata come in un incantesimo. Il mio corpo si è teso come una corda e poi ha vibrato di piacere intenso, di sorpresa.
Dovresti studiare tedesco, non italiano, dicevo al ragazzo francese. Ma lui faceva spallucce, non gli importava e sorrideva con un bellissimo sorriso.
Lo lasciai fare, le sue mani mi toccavano, mi penetravano, mi donavano piacere, languivo tra le sue mani, godevo e non volevo finisse.
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