Give Me Love

Davide ci prova, mi abbraccia ad ogni occasione e tutti i motivi sono buoni per sfiorarmi, rido, ma rimango a distanza di sicurezza, mi ricordo ancora che continuava a ripetermi "quando smetterai di cercare l'uomo dei tuoi sogni, troverai l'uomo della tua vita".
Davide scende in cantina e mi trovo sola a girare per le stanze.

Mi affaccio alla sala da pranzo, Lui è circondato da alcune ragazze, tutte si bloccano e guardano nella mia direzione.
Vedendomi, si alza, esce dalla sala per raggiungermi, si avvicina e senza parole da scambiarci ci diamo semplicemente un bacio, ma sarà il suo sapore, sarà il sentire il contatto della sua barba sulla mia guancia, sarà quel che sarà, ma faccio un passo indietro, sento le ragazze nella sala da pranzo che sparlano di me e lui che rimane fermo a guardarmi solo pochi secondi e poi si volta e a passo deciso si dirige alla sala da pranzo, anch'io mi volto e cammino verso la porta senza guardare indietro.

Davide riappare, questa volta è palesemente ubriaco, mi dice qualcosa sulla partita di calcio, ma non ricordo o forse non capisco, ma non c'è molta differenza, ci prova ancora, ride e scherza e questa volta io rido e scherzo di rimando, gli lascio corda, non mi piace, Davide non mi piace, ma sarà per esorcizzare l'incontro della sala da pranzo, sarà quel che sarà, ma gli lascio intendere che ci sarei stata, usciamo dalla porta e veniamo inondati dalla luce del sole.
Dalla casa escono tutti, dove si era nascosta questa folla di gente? Comunque sia tutte queste persone mi allontanano da Davide e non sono affatto dispiaciuta, c'è anche un amico, forse molto più di un amico, cammina qualche passo più avanti di me, si volta, e con uno splendido sorriso mi prende per mano.
Son felice, gli cammino affianco, mano per mano, ma all'improvviso davanti a me un persona si volta è alto e biondo, corpulento con quel faccione da bambino che il tempo non ha mai cambiato, è mio cugino. Lui ride spensierato, sembra non badare a me, ma la magia si rompe: lascio la mano che stringevo sentendomi, improvvisamente, a disagio.
Che peccato.

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